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Musica e passione


Tutto ebbe inizio all'eta' di 6 anni, quando mia madre iscrisse me e mia sorella in una scuola di musica per prendere lezioni di organo. Si puo' dire che nacqui in un'ambiente musicale: mio nonno era il primo clarinettista di una banda e mio padre, grande amante della musica, fu in giovane eta' un chitarrista. Inoltre mio padre ha sempre collezionato strumenti musicali di ogni tipo, antichi e moderni, cosi gia' da piccolo mi trovai in un'ambiente circondato da oggetti fantastici che in un qual modo trovavano gia' un certo interesse da parte mia. Ricordo con piacere una vecchia tromba, un trombone, una vecchia fisarmonica con ancora i tastini a mo di macchina da scrivere, un clarinetto ed una chitarra nera, che fu poi la mia prima chitarra. L'approccio da parte mia alle lezioni era quello di uno che non vedeva l'ora che finissero quelle noiose spiegazioni per passare nell'immediato alla pratica, quella era il mio vero sfogo: quando mettevo le mani sulla tastiera riuscivo completamente ad assentarmi in un mondo tutto mio (cosa che riesco tutt'oggi a fare e che trovo comune nella maggior parte dei musicisti). A differenza di mia sorella che nel solfeggio era diventata bravissima, io prematuramente lo ero gia' nella pratica e difatti il maestro Enrico Errani diceva sempre a mia madre che se si potevano unire le due cose (io e mia sorella) sarebbe venuto fuori un fenomeno. Dopo due anni di lezioni capii che la musica che ascoltavo non rispecchiava per niente quella che andavo via via a studiare sull'organo e cosi decisi di smettere e di dedicarmi di piu' all'ascolto. Era l'era degli Europe che in quegli anni spopolarano con il disco "The final countdown" che influenzo' un'intera generazione tra cui anche me: credo di aver ascoltato quel disco un milione di volte. Era anche l'era dei video musicali in tv ed i soli di kee Marcello con quella sua chitarra gialla mi rimanevano impressi giorno e notte. La chitarra cominciava ad acquistare un ruolo decisivo nella mia vita, ma non prima di aver visto qualche anno dopo alla tv Jimi Hendrix in una performance a Woodstook e soprattutto non prima dell'interesse che ebbi per la batteria. A 10 anni mi iscrissi ad un corso per giovani batteristi presso il "Perc Studio" del maestro Giorgio Gandino, noto musicista del teatro Regio di Torino. Quando il primo giorno di lezione lo vidi suonare nacque in me l'amore eterno per quello strumento che tutt'oggi mi regala grandi soddisfazioni: il ritmo e' comunque l'arma fondamentale e vincente per un musicista. Non nacqui nero (come si usa dire) ma il ritmo nel sangue ce l'avevo eccome, tante' che gia' a 7 anni avevo distrutto con le mie prime bacchette (le posate di un ristorante cinese) varie sedie e divani della casa: ogni oggetto che scandisse un determinato suono di percussione era nel mio mirino distruttivo. Un'anno di lezioni di batteria mi apri' orizzonti nuovi e mi fece conoscere quel genio dello strumento che e' Billy Cobham, il suo stile e' stato fondamentale per la mia evoluzione. Insieme a lui anche altri artisti come Steve Vai, Richie Kotzen, Joe Satriani, Greg Howe, Jason Becker, Vitalij Kuprij, Paco de Lucia, Al di Meola, Scott Mishoe, Van Halen, John Petrucci, Wim Mertens, Jaco Pastorius, Billy Sheehan, Saturnino, Zucchero, Yngwie J. Malmsteen, Vinnie Moore, Yanni, Ludovico Einaudi, Paul Gilbert, Joey Tafolla, Michael Lee Firkins, Liquid Tension Experiment, Fates Warning, Dream Theater, Symphony X, Ice Age, Evergrey, AC-DC, hanno contribuito al mio sviluppo musicale. A 12 anni, dopo aver visto come detto precedentemente alcuni video di Jimi Hendrix e di Y.J. Malmsteen, tornai dal Maestro Errani per riprendere le mie lezioni di organo ed aggiungere alle stesse anche quelle di chitarra ritmica e poco dopo jazz. Per scandire il tutto mi iscrissi anche qualche anno dopo, alle lezioni di pianoforte presso un noto musicista jazz della mia citta'. La passione per gli altri strumenti come il basso e l'armonica a bocca, vennero a seguire pian piano, ma da autodidatta. Come non citare infine le infinite ore di perfezionamento passate con il mio grande amico Roberto Lercara nonche' chitarrista solista di molte rock bands torinesi in cui suonai anch'io.
Questa breve introduzione e' servita per spiegare in miglior modo quello che e' riassunto sinteticamente nella mia biografia. La musica e' il vero ossigeno delle mie giornate, e come scrissi tempo fa' nelle prime versioni del sito:"Le dita amplificano la musica del corpo in quanto questo e' lo stereo della mia vita".

I miei 10 CD preferiti
1) A pari merito al primo posto si trovano due capolavori di Jason Becker che non hanno precedenti e che ogni amante della buona musica dovrebbe possedere, sto' parlando di: "Perpetual burn" e "Perspective". Quasi un miracolo quello che riusciva a fare questo talento nei due dischi.
2) Al secondo posto si trova "Out of this world" degli Europe che a mio avviso ha un giusto sound rock.
3) Il terzo posto lascia spazio ad "Awake" dei Dream Theater. Un'album progressive dove gia' dalle prime 6 battute si capisce di quale tecnica siano dotati i nostri.
4) Al quarto posto si trova "Live in the city of light" dei Simple Minds, che resta tutt'oggi uno dei migliori live mai riusciti.
5) "Alien love secrets" di Steve Vai non ha bisogno di nessuna presentazione, parla da solo.
6) "High definition" e "VK3" di "Vitalij Kuprij" trovano entrambi posto nella sesta posizione.
7) "The best of Billy Cohbam" riesce and acquistare con merito una settima posizione alla mia classifica.
8) "I giorni" di "Ludovico Einaudi" corrisponde a quel tipo di album che avrei sempre voluto fare: solo piano, but amazing piano.
9) "Liquid Tension Experiment 1 e 2" dei "Liquid Tension Experiment". Quello che si chiama veramente "progressive strumentale".
10)"Scenes from a memory (metropolis pt. 2)" by Dream Theater.



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Intro
Non saprei dirlo diversamente
The way you are
Tomorrow is a fine day
Diario di viaggio
Il mio mondo



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